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Scafati. Villa rustica della via Poggiomarino.

Excavated 1993.

 

Bibliography

Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94 p.137-146.

 

Scafati, via Poggiomarino. Pianta delle strutture della villa rustica.
Vedi/See Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94, p 143 fig. 12.

Scafati, via Poggiomarino. Pianta delle strutture della villa rustica.

Vedi/See Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94, p 143 fig. 12.

 

Scafati, via Poggiomarino. Sezione delle strutture della villa rustica.
Vedi/See Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94, p 143 fig. 13.

Scafati, via Poggiomarino. Sezione delle strutture della villa rustica.

Vedi/See Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94, p 143 fig. 13.

 

Villa Rustica della Via Poggiomarino

Il 5 febbraio 1993, in Scafati, lungo il vicinale De Martino (traversa della via Poggiomarino), nel corso dei lavori di sbancamento per la costruzione di un edificio di civile abitazione, venivano alla luce frammenti di tegole, nonché dei conci di calcare del Sarno, attestanti la presenza di sottostanti strutture (fig. 11).

 

Effettuata, nei giorni seguenti, l'esplorazione dell'area, si son portate alla luce strutture in opus incertum in calcare del Sarno dello spessore di m 0,43, relative ad una villa rustica sepolta dall'eruzione del 79 d. C. - con strati sovrapposti di lapillo e di cenere (tuono) - emersa a m 3,70 al di sotto del piano di campagna, ed orientata in senso NE-SO.

 

La stratigrafia dell'area esterna alle strutture, presentava, al di sotto d'un modesto strato d'humus (m 0 ,38), uno di sottile lapillo azzurrognolo dell'eruzione del 1944 (m 0,21), quindi del terreno sterile per m 1,09, uno strato di cenere (m 0,57), un sottilissimo strato di lapillo (surge dell'eruzione del 79 d. C.), un altro strato di cenere (m 0,30), e, quindi, il vero e proprio deposito di lapillo bianco (m 1, 19), di cui m 0,40, oggi, sotto l'attuale livello di falda acquifera.

 

Tutta l'area sbancata presentava, infatti, qui come in vari altri sedimenti archeologici da noi indagati, un affioramento costante della falda, che copriva le strutture antiche" mediamente per m 0,40 (figg. 12-13).

 

I saggi da noi condotti hanno portato alla luce una struttura lunga m 10,50, dello spessore di m 0,42, per un'altezza conservata di m 1,05, costituente il muro perimetrale della costruzione, dal quale si dipartivano altri muri, che permettevano d'individuare ben tre, distinti, ambienti, che, chiameremo convenzionalmente: A, B, C (fig. 14).

 

Nella sezione del terreno, mentre il vano A era interessato solo da un interro di lapillo, all'interno dei vani B e C, ed alla quota di m 1,66 al di sotto del piano del 79 d. C., per una lunghezza di m 0,85, s'è trovata della terra, con tracce di bruciato, con numerosi frammenti cocciopesto e di tegole, e con molti resti di calcinacci. Al di sotto di tale livello, assai chiaramente definito, l'interro si presentava ricchissimo di tegole, una delle quali con bollo circolare anepigrafo, di coppi frammentati, nonché con un frammento di coperchio di dolìum, con pezzi di pavimento in cocciopesto dello spessore di m 0,06, e di parti sbricolate di muratura.

 

La situazione stratigrafica ci attesta che questi ambienti della villa furono riscavati in antico ed i materiali di crollo rigettati alla rinfusa nei cavi aperti. È anche probabile che, in seguito a questa supposta riesplorazione della villa, avvenuta in data imprecisabile gli abitanti del sito ne abbiano cavato del materiale da utilizzarsi per nuove costruzioni.

 

Quello che è stato possibile rimettere alla luce dell'intera costruzione, relativo ai tre distinti ambienti di cui s'è detto, ha permesso d'appurare che il vano A era sostanzialmente un'aia, con piano pavimentale di cocciopesto, delimitato a NO da un lungo muro (lungo, nella sua parte interna m 8,30 ed in quello esterno m 8, 70, per una larghezza di m 7,20), cui corrispondeva, nel lato SE, a chiusura dell'aia, un analogo muro, conservato solo per una piccola parte (m 1,63, per una larghezza accertata di m 5,40). I muri di quest'aia, raccordati col piano pavimentale, non risultarono posti ad angolo esattamente retto, ed erano conservati per un'altezza di m 0,56 nella pane più alta e di m 0,48 in quella più bassa, essendo il piano, come sempre nelle aie, inclinato.

 

Sul lato NO, l'aia incontrava le strutture esterne della villa, nelle quali s'apriva una porta (larga m 2,33), che doveva essere a due battenti, di cui il primo, largo m 0,76, presentava, ancora in situ, nello strato di cenere, quattro chiodi posti a m 0, 13 l'uno dall'altro (fig. 15).

 

Un elemento ligneo, di cui son stati evidenti rinvenute tracce (largo m 0,15), separava il primo, dal secondo battente (largo m 1,42). Tale porta metteva in comunicazione l'aia con l'abitazione, ed, in particolare, col vano B, di cui possediamo parte della to lungo NE-SO (conservato per una lunghezza di m 7,03), e del lato corto NO-SE (di m 1,25), nel quale s'apriva una porta, comunicante col contiguo ambiente C. Tutti i muri presentavano un rivestimento d'intonaco bianco-crema dello spessore di m 0,02, di modestissima qualità.

 

L'ambiente B doveva probabilmente essere il nubilarium dell'abitazione, per confronto con un analogo ambiente della c.d. villa della Pisanella a Boscoreale, ove si rinvennero", resti di paglia di legumi, nonché parti d'un carro agricolo. Un simile impianto appare assai comune nelle ville rustiche del territorio vesuviano, con le quali possono essere istituiti confronti significativi, ed, in questo stesso saggio, di talune di esse, si discute.

 

L'ambiente C presenta parte del lato lungo NE-SO conservato per una lunghezza di m 2, 70, ed ha in comune con il vano B, il muro del lato corto, che, per la parte che c'è stato possibile esplorare, doveva essere di forma rettangolare, quasi quadrangolare, come il precedente. È probabile che il suo piano pavimentale fosse in cocciopesto, alcuni frammenti del quale sono stati rinvenuti, divelti, all'interno del vano.

 

Pur essendo venuti in luce solo piccole porzioni dei tre ambienti, gli elementi a disposizione permettono una loro chiara identificazione.

 

Il vano A si rivela chiaramente essere un'aia, delimitata dal consueto basso muretto e dal piano pavimentale inclinato, e di proporzioni abbastanza analoghe con quella d'un vano corrispondente venuto in luce nella non distante villa rustica in località Castagno.

 

Il vano B, comunicante con l'aia, attraverso una porta larga m 2,30, a pianta rettangolare, era verosimilmente il nubilarium della villa.

 

Il vano C, a pianta quasi quadrangolare, era probabilmente un magazzino, un deposito, anche se l'esiguità dei resti messi in luce non ci permette d'essere più precisi.

 

Altri confronti per la nostra villa, possono istituirsi con la villa rustica n. 1 di Terzigno, con le cc. dd. villa Regina e villa della Pisanella di Boscoreale, e con le ville di via Spinelli a Scafati.

 

L'impossibilità, finora, d'estendere l'indagine nei terreni limitrofi al nostro, non ci ha permesso di acquisire ulteriori dati relativi alla nostra villa di via Poggiomarino, essendo i muri conservati solo per un'altezza massima di m 1,05 (0,40 dei quali sotto l'odierna falda acquifera) e per assenza dei loro originari elementi di crollo, dovuta probabilmente alla loro asportazione allorché fu condotta la predecente esplorazione.

 

La nostra villa si colloca nella zona nord-orientale del moderno centro di Scafati, in piena campagna, non lontano dal percorso del fiume Sarno, che, in antico, doveva avere, in questo tratto, un percorso non molto dissimile dall'attuale.

 

Vedi Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94 p.137-146.

 

 

Rustic villa in Via Poggiomarino

On February 5, 1993, in Scafati, along the vicinale De Martino (crossroads of via Poggiomarino), during the excavation work for the construction of a residential building, fragments of tiles and Sarno limestone segments came to light, certifying the presence of underlying structures (fig. 11).

 

Exploration of the area in the following days brought to light opus incertum structures in Sarno limestone 0.43 m thick, relating to a rustic villa buried by the eruption of 79 AD. - with superimposed layers of lapillus and ash (thunder) - emerged 3.70 m below ground level, and oriented NE-SW.

 

The stratigraphy of the area outside the structures showed, below a modest layer of humus (m 0.38), one of thin bluish lapillus from the eruption of 1944 (m 0.21), then sterile soil for 1.09m, a layer of ash (0.57m), a very thin layer of lapillus (surge from the eruption of 79 A.D.), another layer of ash (0.30m), and, then, the actual white lapillus deposit (1.19m), of which 0.40m is under the present-day water table.

 

The entire excavated area presented, in fact, here as in various other archaeological sediments investigated by us, a constant surfacing of the water table, which covered the ancient structures by an average of m 0.40 (figs. 12-13).

 

The test trenches carried out by us brought to light a structure 10.50 m long, 0.42 m thick and 1.05 m high, which constituted the perimeter wall of the building, from which other walls branched off, making it possible to identify three distinct rooms, which we will conventionally call A, B and C (fig. 14).

 

In the section of the ground, while room A was only affected by a layer of lapillus, inside rooms B and C, and at a height of 1.66 m below the level of AD 79, for a length of 0.85 m, earth was found, with traces of burning, with numerous fragments of cocciopesto and tiles, and with many remains of rubble. Below this level, which was very clearly defined, the subsoil was very rich in tiles, one of which had a circular anepigraphic stamp, fragmented roof tiles, as well as a fragment of a dolìum lid, pieces of cocciopesto floor, 0.06 m thick, and crumbled parts of masonry.

 

The stratigraphic situation proves that these rooms of the villa were excavated in ancient times and the collapsed materials were thrown in bulk into the open cavities. It is also likely that, following this supposed re-exploration of the villa, which took place at an unspecified date, the inhabitants of the site excavated material to be used for new constructions.

 

What it was possible to unearth of the entire building, relating to the three distinct rooms mentioned above, made it possible to ascertain that room A was essentially a threshing floor, with a cocciopesto floor, bordered on the NW by a long wall (8.30 m long in its internal part and 8.70 m in the external part, for a width of 7.20 m), to which a similar wall corresponded, on the SE side, closing the courtyard, preserved only for a small part (1.63 m, for an ascertained width of 5.40 m). The walls of this threshing floor, connected with the floor, were not placed at exactly right angles, and were kept for a height of 0.56 m in the highest part and 0.48 m in the lower one, being the floor, as always in the threshing floors, inclined.

 

On the NW side, the threshing floor met the external structures of the villa, in which a door opened (2.33 m wide), which must have had two wings, the first of which, 0.76 m wide, still in situ in the ash layer, had four nails 0.13 m apart (fig. 15).

 

A wooden element, of which traces were evident (0.15 m wide), separated the first from the second door (1.42 m wide). This door connected the threshing-floor with the living quarters, and in particular with room B, of which we have part of the long NE-SW side (preserved for a length of 7.03 m), and the short NW-SE side (1.25 m), in which a door opened, communicating with the adjoining room C. All the walls had a creamy-white plaster covering 0.02 m thick, of very modest quality.

 

Room B was probably the nubilarium of the dwelling, by comparison with a similar room in the so-called Villa della Pisanella at Boscoreale, where remains of legume straw and parts of a farm cart were found. Such a layout appears to be very common in the rustic villas in the Vesuvian area, with which significant comparisons can be made, and some of them are discussed in this essay.

 

Room C has part of the long NE-SW side preserved for a length of 2.70 m, and shares with room B the wall of the short side, which, for the part that we were able to explore, must have been rectangular, almost quadrangular, like the previous one. It is likely that its floor was made of cocciopesto, some fragments of which were found, torn up, inside the room.

 

Although only small portions of the three rooms have come to light, the available elements allow for their clear identification.

 

Room A is clearly a threshing-floor, bordered by the usual low wall and sloping floor, and its proportions are quite similar to those of a corresponding room brought to light in the nearby villa rustica at Castagno.

 

Room B, communicating with the threshing floor through a 2.30 m wide door, has a rectangular plan and was probably the villa's nubilarium.

 

Room C, with an almost quadrangular plan, was probably a warehouse, a storehouse, although the paucity of the remains brought to light does not allow us to be more precise.

 

Other comparisons can be made for our villa with villa rustica no. 1 in Terzigno, with the so-called villa Regina and villa della Pisanella in Boscoreale, and with the villas in via Spinelli in Scafati.

 

The impossibility, so far, of extending the survey to the land bordering ours, has not allowed us to acquire further data regarding our villa in Via Poggiomarino, as the walls are only preserved to a maximum height of 1.05 m (0.40 of which are under the present-day water table) and because of the absence of their original collapsed elements, probably due to their removal when the previous exploration was conducted.

 

Our villa is located in the north-eastern part of the modern centre of Scafati, in the countryside, not far from the course of the river Sarno, which in ancient times must have had a course not very dissimilar to the present one.

 

See Marisa De' Spagnolis Conticello. Di due ville rustiche rinvenute a Scafati (SA), in via Spinelli ed in via Poggiomarino in Rivista di Studi Pompeiani, Vol. VI, 1993-94 p.137-146.

 

Fig. 14. Scafali, via Poggiomarino. Veduta generale- delle strutture della villa rustica.

 

Fig. 15. Scafati, via Poggiomarino. Apertura del lato NO.

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento - Last updated: 14-Mar-2023 17:35